Benvenuti nel portale dell' Associazione Culturale dei " Falconieri del Rosone" di Sulmona.
Già gruppo dal 2005 all'interno del Borgo S. Maria della Tomba, uno tra i sette sestieri e borghi che partecipano alla Giostra Cavalleresca di Sulmona, i "Falconieri del Rosone" nel maggio del 2011 si costituiscono Associazione Culturale. Lo scopo è di incentivare la diffusione della cultura della falconeria attraverso la sensibilizzazione, in particolare delle nuove generazioni, esercitando attività didattiche e culturali, esibendo i rapaci in volo e rendendoli apprezzabili come quelli in natura.
Mantenendo fede a quelli che sono i dettami dell’associazione una delle attività principali è la realizzazione di corsi di avvicinamento e divulgazione dell’arte della falconeria, in particolar modo di quella che si definisce falconeria alternativa cioè non finalizzata all’attività venatoria. I nostri corsi si sono svolti e continueranno a svolgersi presso il B&B Country House “Girfalco” di Urbino o presso "Asinomania Academy & Coop di Introdacqua (AQ).
Ai corsi realizzati dal Presidente Massimo Carrozza e dai falconieri dell’associazione finora hanno partecipato moltissimi aspiranti falconieri che a loro volta sono il veicolo di divulgazione dell’arte della falconeria.
Un ulteriore impegno dell’associazione è la partecipazione a eventi e rievocazioni storiche sia come elemento singolo che con lo spettacolo “Medievalando” ricco di tutte le figure tipiche di un corteo storico rinascimentale e l’esibizione di sbandieratori, chiarine, tamburini, combattimenti di nobili cavalieri e, ovviamente, il volo libero dei nostri rapaci.
Nella breve vita dell’associazione si possono annoverare decine di partecipazioni a manifestazioni e rievocazioni storiche svolte in tutta Italia.
Storia della falconeria

Le origini della falconeria si perdono nella preistoria benché le tecniche di addestramento dei rapaci alla caccia abbiano verosimilmente inizio nell'Estremo Oriente e nel Medio Oriente nel 2000 a.C. circa. Testimonianza certa é però un bassorilievo assiro del 750 a.C.
In Europa la falconeria venne probabilmente introdotta nell'Alto Medioevo dalle popolazioni provenienti dalla Russia e certamente fu praticata dagli Unni di Attila.

Nel periodo che va dall'anno Mille al Quattrocento, la Falconeria , oltre ad offrire il suo aspetto squisitamente venatorio, diventa protagonista in ambito culturale, letterario, politico e di costume e si presenta anche come pratica magica legata alla simbologia del falco e del cavaliere. E' proprio in questo periodo storico del nostro continente che viene scritto il primo trattato scientifico di ornitologia esistente, il "De arte venandi cum avibus, “L'arte di cacciare con gli uccelli”, dell'imperatore e re di Sicilia Federico II di Hohenstaufen, ed è durante il Medioevo che vengono scritte pagine di letteratura indimenticabili con chiari riferimenti alla caccia col falcone (scene di falconeria sono descritte in opere di Dante, Boccaccio, Brunetto Latini, nel Poema del Mío Cid, nella Celestina di Fernando de Rojas…). La pratica di quest'arte venatoria, e la conseguente presenza dei rapaci a corte è una costante nella vita di dame e cavalieri; ai falchi spetta inoltre un ruolo politico non indifferente (i falchi intervengono nella stipula di trattati, fanno parte della dote negli sposalizi regali, etc.).

In quegli anni ogni maniero aveva la sua falconiera e la carica di falconiere dava grande prestigio. I vassalli si presentavano sempre alle funzioni di corte coi falchi sul pugno, ma soprattutto la falconeria era parte integrante della vita dei guerrieri. I falchi figuravano spesso come offerte di pace e oggetti di scambio nei trattati tra cristiani e saraceni nel periodo delle crociate. Per mille e più anni i falconi godettero di una popolarità e di un grado di protezione da ogni molestia da parte dell'uomo, raramente accordati ad altri animali nel corso della storia umana. L'uso del fucile per la caccia e la gestione intensiva delle riserve, oltre a sconvolgimenti sociali come la rivoluzione industriale in Inghilterra e la rivoluzione francese sul continente, portarono a partire dal diciassettesimo secolo a cambiamenti che nell'arco di un centinaio di anni condussero al declino della falconeria.

Dal 1700 al 1930 i falconieri furono praticamente i soli a difendere i falconi dalle distruzioni a tappeto e a sostenere la loro bellezza e la loro utilià nella trama della natura. Nel complesso si può dire apertamente che i falconieri sono stati e continuano ad essere fra i più attivi protezionisti delle specie selvatiche di falchi.
Dalla Divina Commedia estrapoliamo le seguenti terzine in cui Dante mostra di conoscere la falconeria e le tecniche di addestramento del rapace, citando il volo del falcone in alcuni passi dell'Inferno.
si assomiglia al falcone che vola al logoro
quale il falcone che prima à piè' il mira
indi si volge al grido e si protende
per lo desio del pasto che là il tira
lo spirito disdegnoso si paragona al falcone disilluso
come il falcon, ch'è stato assai sull'ali
che senza veder logoro od uccello
fa dire al falconiere. oimè tu cali,
discende basso onde si mosse snello
per cento ruote e da lungi si pone
del suo maestro disdegnoso e fello"


